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IL CINEAMATORE - IL SITO DEL CINEMA ZUTA
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BERLINALE

65° edizione della Berlinale 2015

Anche la 65° edizione della Berlinale vede nelle sue sale il Cinema Zuta, che in una velocissima toccata e fuga a Berlino riesce a non perdersi il film che vincerà l’Orso d’Argento per la miglior regia. La pellicola è polacca D.O.C., si intitola Ciało (Body) ed è di Małgorzata Szumowska: è una commedia nera con due attori navigati di grosso calibro, Janusz Gajos e Maja Ostaszewska, e un’attrice esordiente ma degna degli altri  due, Justyna Suwała. Da non dimenticare il cameo della bravissima attrice Ewa Dałkowska, oramai quasi sulla settantina, che si lancia in un forsennato ed esilarante balletto in déshabillé davanti allo sguardo incredulo di Gajos e degli spettatori.

 

Non trascuriamo l’omaggio a Wim Wenders, cui viene consegnato quest’anno l’Orso d’Oro alla carriera, e che porta nelle sale Berlinesi una decina delle sue pellicole restaurate con inaugurazione all’insegna de L’amico americano. Il regista tedesco, dopo il bellissimo documentario su Salgado, gira in fretta e furia un film di finzione proprio al fine di presentarlo in quest’occasione. Si intitolerà Everything will be fine, avrà come protagonisti James Franco e Charlotte Gainsbourg e verrà mancato di poco dal Cinema Zuta che atterrerà su Berlino una mezz’oretta dopo la sua ultima proiezione.

 

Ma non è finita qui. In competizione ci sono: Herzog con Queen of the desert, sull’avventuriera Gertrude Bell, interpretata da una brava Kidman e con una stupenda fotografia, Peter Greenaway con Eisenstein in Guanajuato, anch’esso mancato per pochi minuti, sul regista russo Eisenstein e infine un ormai già visto e rivisto Terrence Malick con Knight of Cups. Nella sezione Berlinale Special il cinema Zuta ha scelto il film di Die abhandene Welt (The Misplaced World) di Margarethe von Trotta, con un’affascinantissima Barbara Sukowa, una bravissima Katja Riemann e un cameo del nostro amato Rüdiger Vogler, che interpreta un anziano coreografo. Quest’anno il vincitore dell’Orso d’oro è Taxi del regista iraniano Jafar Panahi, che dona agli spettatori uno spaccato di Tehran visto da dietro il parabrezza di un taxi.