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IL CINEAMATORE - IL SITO DEL CINEMA ZUTA
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BERLINALE

64° edizione della Berlinale 2014

La Berlinale è per il Cinema Zuta il miglior festival del cinema internazionale perché è un festival “cinefilo” e perché rappresenta uno sguardo sul mondo da un punto di vista Europeo e allo stesso tempo cosmopolita. Non a caso si svolge nella meravigliosa città di Berlino che dell’Europa è il centro e l’anima.

 

Quest’anno, in un febbraio scaldato da un sole limpido e primaverile, il festival ha visto come protagonista Gran Budapest Hotel di Wes Anderson, che ha vinto l’Orso d’Argento. Come vincitore dell’Orso d’Oro per il miglior film, invece, è stato scelto il thriller noir Black Coal, Thin Ice. Tra i film in concorso c’è anche Boyhood di Richard Linklater, una pellicola che resterà per molto tempo nelle sale italiane. Per quanto riguarda le serie TV, viene presentata la seconda serie di House of Cards con i bravissimi Robin Wright e Kevin Spacey.

 

La Berlinale quest’anno non si è fatta mancare qualche scandalo, ma non si può dire che non se la sia cercata, dato che l’ultimo giorno del festival ha proiettato il film di Lars Von Trier Nymphomaniac Vol. I (versione lunga), che il Cinema Zuta si è perso causa orario volo di ritorno. Il regista, infatti, si è presentato con una maglietta del festival di Cannes con sopra scritto “Persona non grata - Official Selection”. Il film era fuori competizione. Questa edizione ha visto anche la nascita della versione restaurata del capolavoro di Robert Wiene The Cabinet of Dr. Caligari accompagnato dalla Berliner Philharmonie con la direzione dell’avanguardista newyorkese John Zorn.

 

Come sempre questo festival dà parecchio risalto al cinema dell’Est Europa e in particolare al cinema polacco: lo conferma il Teddy Award assegnato nella precedente edizione della Berlinale a Małgorzata Szumowska per l’alquanto “politicamente scorretto” W imię (trad. Nel nome di…). Anche quest’anno non sono mancati sugli schermi di Berlino gli autori polacchi tra i quali il Cinema Zuta segnala un’altra giovane donna regista, Anna Kazejak, che porta a Berlino Obietnica (trad. La promessa), un film impeccabile e perturbante sul disagio giovanile presentato nella sezione Generation.